Non solo gioco ...

L'Associazione Sportiva "Conca d'Oro" è Centro Pilota per l'Ippoterapia e la Riabilitazione Equestre, affiliato A.N.I.R.E.

Presso il centro ippico si svolgono progetti di rieducazione per disabili, con operatori del settore altamente qualificati, con il patrocinio della Provincia Regionale di Messina.

Presentazione dell'Attività A.N.I.R.E.

(Vedere la sezione EVENTI per la descrizione dei progetti realizzati)

 

Equipe del Centro di Ippoterapia
Riabilitazione equestre


Direttore responsabile
area sanitaria:

Dott. Matteo Allone

Tecnici:
Patrizia D’Anna
Giovanni Liotta


IPPOTERAPIA

L'ippoterapia o Terapia per Mezzo Cavallo (TMC), si rivolge ai portatori di handicap e sfrutta il movimento del cavallo e la possibilità di montarlo e di guidarlo; chi e’ in sella, cioè, compie movimenti sia passivi, indotti dal camminare, dal muoversi del cavallo e che si riflettono sulla persona che lo monta, sia movimenti ed esercizi volontari e studiati, calibrati caso per caso.

Si tratta di una terapia molto particolare e molto stimolante; il portatore di handicap si trova finalmente in un ambiente del tutto diverso dagli ambienti terapeutici che e’ abituato a frequentare, dove nessuno porta un camice, dove non esistono lettini, parallele o pedane, ma in cui il mezzo per cercare di diminuire il peso del proprio handicap e’ un cavallo, una "cosa" grande, viva, calda che si muove autonomamente, che ha un suo modo di agire, un suo carattere e, soprattutto, un fascino irresistibile, forse atavico.

Naturalmente, oltre alla valenza psicoterapeutica la terapia per mezzo cavallo ha anche una grandissima valenza dal punto di vista fisico; infatti, per far andare il cavallo dove vogliamo, per farlo procedere in linea retta, per farlo girare, bisogna usare il nostro corpo.
E’ facile, cioè, spronare il portatore di handicap a sforzarsi di compiere movimenti e gesti, anche per lui molto difficili, ma che si riflettono immediatamente sul procedere del cavallo, che gli possano dare una risposta immediata.

La terapia per mezzo del cavallo riesce ad agire non solo sulle difficoltà neuropsicomotorie del disabile, ma anche su quelle della sua interazione sociale.

L'inserimento nel gruppo dei coetanei ed il coinvolgimento ludico-sportivo favoriscono quella dimensione sociale e ricreativa necessaria per lo sviluppo armonico della personalità dell'individuo portatore di handicap. Influisce positivamente anche il rapporto con il maneggio e con tutti gli operatori che, rimanendo al di fuori dei tradizionali canoni sanitari, forniscono un ambiente stimolante e rassicurante.

L'ippoterapia è un intervento terapeutico multidisciplinare che prevede figure specialistiche eterogenee (medici specialisti, terapisti della riabilitazione, istruttori di equitazione, operatori socio-sanitari, volontari specificatamente preparati, ecc.) con esperienza e competenze, se pur in misura diversa, sia nel campo della riabilitazione che in quello della equitazione.

In ogni caso la riabilitazione equestre non va mai considerata come una tecnica terapeutica alternativa a quelle tradizionali, ma come una metodica definita, programmata ed inserita all’interno di un più ampio progetto riabilitativo personalizzato.

INDICAZIONI CLINICHE E CONTROINDICAZIONI

Le indicazioni della riabilitazione equestre abbracciano campi della medicina anche molto diversi tra loro; per semplicità le divideremo per aree specialistiche di appartenenza.

In campo neurologico è indicata in:
· esiti di traumatismo cranio-encefalico sia per controllare il tono posturale che per abbandonare schemi motori globali, di massa a favore di movimenti finalizzati, coordinati e più precisi; risulta utile in questi casi anche per migliorare le difficoltà cognitive, il controllo spazio-temporale e della emotività
· sclerosi multipla, al fine di migliorare il controllo del tono posturale, dell’equilibrio statico e dinamico, la funzione visiva e l’orientamento spaziale, nonché la sensibilità e la coordinazione
· esiti di paralisi cerebrale infantile, allo scopo di modificare il pattern posturale da estensorio a flessorio, con controllo del tronco e degli arti inferiori, ridurre l’ipertono, favorire l’equilibrio.

In campo psichiatrico è indicata, per gli effetti cognitivo, comportamentale, relazionale e del linguaggio in:
· forme di vario grado e tipo di insufficienza mentale
· autismo
· schizofrenia
· sindrome di Down
· diversi disturbi del linguaggio.

In campo ortopedico-traumatologico è indicata in:
· forme algiche post-traumatiche e stabilizzate del rachide dorso-lombare (limitatamente all’andatura al “passo”)
· la coxartrosi in fase iniziale
· gli esiti a distanza di displasia lieve delle anche.

Esistono anche delle controindicazioni alla riabilitazione equestre che vanno valutate nel singolo caso, sia come patologia associata, sia come grado o livello della malattia principale.
Schematicamente si può indicare non indicata nei soggetti che hanno instabilità o malformazioni del rachide, scoliosi gravi, miastenia, atassie gravi, fragilità ossea. Ugualmente controindicata nelle patologie psichiatriche in cui siano presenti fobie, sia per l’animale che per l’altezza, gli attacchi di panico, gli scompensi acuti, le crisi epilettiche frequenti.

Torna su